18 Settembre 2009 - All'Investment Day in Japan gli Interporti italiani come Business Proposal
Intervento di Nicola Paradiso, marketing manager CePIM-Interporto di Parma, in rappresentanza di UIR al roadshow “Investment day in Japan”, organizzato da Invitalia e Bank of Tokio nell’ambito del programma “Italia in Giappone 2009”.
Gli interporti italiani come prospettiva di investimento: sul know how logistico e sullo sviluppo dell’intermodalità. Queste sono state le linee dell’intervento svolto oggi da Nicola Paradiso, Marketing Manager dell’Interporto di Parma, al roadshow “Investment Day in Japan” di Tokio, dove CePIM è stato chiamato a rappresentare la realtà interportuale italiana: 24 infrastrutture sull’intero territorio nazionale riunite in un’unica associazione: l’UIR (Unione Interporti Riuniti).
L’intervento, sul tema delle opportunità offerte dai Freight Villages italiani, era inserito in uno dei due focus di approfondimento – sui settori delle energie rinnovabili e della logistica – in programma per oggi, giornata conclusiva della manifestazione.
Gli interporti italiani – ha sottolineato Paradiso nella sua relazione – sono infrastrutture complesse che hanno registrato negli ultimi anni un notevole incremento, non soltanto fisico, con l’aumento degli spazi dedicati a magazzini e intermodalità, ma soprattutto di tipo economico, per la quantità di merce movimentata ed il fatturato, ed occupazionale (nel biennio 2005-2007 gli addetti sono cresciuti del 21,2%)".
Il manager parmigiano ha poi ricordato la gamma e la qualità dei servizi alle merci che sono resi possibili all’interno delle strutture interportuali, proprio grazie alla concentrazione delle attività e alle economie di scala operabili, e il grado di efficienza che le contraddistingue, con ricadute positive anche sull’ambiente.
Gli interporti hanno oggi un ruolo chiave nello sviluppo territoriale – ha ricordato inoltre Paradiso – e contribuiscono ai processi di internazionalizzazione di impresa. La logistica, in tal senso, diviene driver di sviluppo economico e non mera appendice del sistema industriale. Consideriamo ad esempio l’Interporto di Parma: esso ha l’importante compito di connettere i due versanti tirrenico e adriatico, di intercettare le merci che giungono al sistema dei porti dell’Alto Tirreno e convogliarle lungo i corridoi intermodali europei. Qualcosa di più, a ben vedere, del semplice movimento delle merci: un’operazione ad alto valore aggiunto”.
Circa quattrocento i partecipanti internazionali accreditati al workshop organizzato da Invitalia e Bank of Tokio-Mitsubishi UFJ, che si svolge in questi giorni tra Osaka e Tokio nell’ambito del programma “Italia in Giappone 2009” coordinato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e presenziato ieri anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Iniziative come questa – ha commentato Johann Marzani, presidente di CePIM – costituiscono un importante canale per il consolidamento di nuove relazioni economiche e la promozione all’estero della cultura logistica interportuale italiana”.
Opportunità che vanno colte – ha aggiunto Luigi Capitani, a.d. di CePIM ma anche presidente di InLog, società costituita dai più importanti interporti per sviluppare sotto il profilo logistico-distributivo progetti di internazionalizzazione di impresa – per le potenzialità di business, che dobbiamo poi saper trasformare in termini concreti, sul campo, con il contributo di tutti gli attori, sia economici che istituzionali”.
Obiettivi prefissati da Invitalia per il workshop in Giappone sono la presentazione dei punti di forza dell’Italia, come polo di attrazione di investimenti di qualità, e dei servizi e degli incentivi a disposizione degli investitori esteri interessati alle opportunità del nostro territorio.
| creato: | venerdì 30 ottobre 2009 |
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| modificato: | martedì 3 novembre 2009 |
