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Progetto Shuttle

Frutto di un’intesa tra CePIM, il porto di La Spezia e l’interporto veronese Quadrante Europa, il progetto si inquadra nelle linee programmatiche europee di sviluppo integrato della rete infrastrutturale per il trasporto delle merci.
Il “Progetto shuttle” è fondato, infatti, sulla volontà di potenziare i flussi di merce lungo l’asse Tirreno-Brennero e di costituirne gli snodi principali. La città portuale e i due centri padani sorgono proprio lungo il corridoio Ti-Bre – oggi in corso di potenziamento – orientato al cuore dell’Europa. Esso interseca il Corridoio TEN 1 e proietta i territori afferenti sui mercati UE e a diretto contatto con il bacino del Mediterraneo da una parte e con le rotte del Nord e dell’Est Europa dall’altro.
Una maggiore competitività dei territori posti sull’asse stradale-ferroviario, il collegamento dei sistemi di trasporto e dei poli logistici della Spezia, Parma e Verona, lo sviluppo sostenibile a vantaggio delle aree interessate con l’alleggerimento del traffico pesante su strade e autostrade: sono questi solo alcuni dei punti fondamentali nei quali si articola l’intesa, che si pone l’ambizioso obiettivo di sviluppare il trasporto su rotaia delle merci che viaggiano in container e che arrivano al porto della Spezia dirette al Nord Europa.

Il progetto, nello specifico, prevede partenze cadenzate di convogli ferroviari dal porto della Spezia verso Parma e Verona, dove attività di movimentazione, stoccaggio e distribuzione si affiancherebbero ad eventuali lavorazioni accessorie, con effetti benefici su occupazione, sviluppo economico, flessibilità dei servizi e contenimento dei costi di trasporto delle merci. La disponibilità di servizi flessibili ed efficienti su tre nodi intermodali, infatti, costituisce un forte elemento di attrazione per insediamenti logistici legati ad operazioni di quasi-manufacturing sui prodotti in ingresso/uscita dall’Italia.

L’interporto di Parma, si candida dunque a rivestire il ruolo di retroporto logistico della Spezia, con funzioni di smistamento dei container lungo gli assi di collegamento ferroviari Bologna-Milano e Verona-Padova, contribuendo a sciogliere il nodo di Genova e captando anche i traffici provenienti dall’alta Toscana con risultati positivi in termini di efficienza e contenimento dei costi.

L’integrazione fra i due nodi portuale ed interportuale non costituisce soltanto una soluzione infrastrutturale innovativa, ma si pone l’obiettivo di creare un sistema di servizi organico ed integrato. L’introduzione di sistemi avanzati di ICT, ad esempio, potrà comportare l’uso integrato e parallelo del nodo portuale della Spezia, del terminal ferroviario di S. Stefano Magra e dell’interporto di Parma in funzione della gestione ottimale dei container vuoti e pieni
La formazione dei treni potrà avvenire tenendo conto della necessaria ottimizzazione del personale di macchina dedicato al servizio di navetta, delle locomotive utilizzate nel traino dei convogli e dei carri a disposizione e delle esigenze complessive di peso (equilibrio fra container pieni e vuoti e di diverso peso).
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creato:lunedì 6 luglio 2009
modificato:mercoledì 15 luglio 2009